Via Poma

Il delitto di Simonetta Cesaroni

Il 7 agosto 1990 Simonetta Cesaroni, una ragazza di vent'anni, fu uccisa a Roma negli uffici di via Carlo Poma. Da allora il caso ha attraversato più fasi investigative e giudiziarie: sospetti poi archiviati, un processo, una condanna in primo grado e, nel 2014, l'assoluzione definitiva di Raniero Busco. L'autore del delitto non è stato identificato. Nel 2026 risultano ancora accertamenti investigativi, anche di natura genetica, e il procedimento è contro ignoti. Questa pagina ricostruisce le tappe accertate e distingue i fatti dalle ipotesi. È uno dei casi della sezione Cold Case di Italia Mistero, raccontato anche nei nostri documentari.

Simonetta Cesaroni

Il delitto di Simonetta Cesaroni

Simonetta Cesaroni, vent'anni, fu uccisa il 7 agosto 1990 a Roma, negli uffici dell'AIAG in via Carlo Poma 2. Da allora il delitto di via Poma è rimasto uno dei casi irrisolti più noti della cronaca nera italiana: un'inchiesta lunga più di trent'anni, con persone indagate e poi scagionate, un processo che ha portato prima a una condanna e poi a un'assoluzione definitiva, e un fascicolo che oggi risulta ancora aperto contro ignoti.

Le scarpe di Simonetta Cesaroni negli uffici di via Carlo Poma

In questa pagina i passaggi giudiziari sono riportati con gli esiti formali stabiliti dai provvedimenti. Le ipotesi, le suggestioni e le valutazioni che non sono sentenze vengono tenute distinte e indicate come tali.

Le prime indagini

La Stampa del 9 agosto 1990 sul delitto di Via Poma

Tra il 1990 e il 1993 le indagini si concentrarono su più posizioni. Pietrino Vanacore fu arrestato e successivamente scarcerato; nel 1991 la sua posizione fu archiviata. Nel 1993 Federico Valle fu prosciolto «per non aver commesso il fatto» e Vanacore «perché il fatto non sussiste». In entrambi i casi la vicenda giudiziaria si chiuse con un proscioglimento.

Il caso tornò al centro dell'attenzione investigativa oltre dieci anni dopo.

Il DNA e il processo a Raniero Busco

Nel 2006 vennero eseguite nuove analisi dei RIS, i Reparti Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, su indumenti e altri reperti. L'anno successivo, nel 2007, Raniero Busco fu iscritto nel registro degli indagati e nel 2010 iniziò il processo a suo carico.

Il 26 gennaio 2011 Busco fu condannato in primo grado a 24 anni. Il 27 aprile 2012 fu assolto in appello «per non aver commesso il fatto».

Cosa ha stabilito la Cassazione

Il 26 febbraio 2014 la Corte di Cassazione respinse il ricorso della Procura generale contro l'assoluzione (sentenza n. 39220/2014). Da quel momento l'assoluzione di Raniero Busco è irrevocabile.

Il punto va detto con chiarezza. La Cassazione ha confermato l'assoluzione ritenendo non provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la presenza di Busco sul luogo e al momento del delitto. Non individuò un altro responsabile e non stabilì responsabilità dei servizi segreti o di altre persone. Un'assoluzione definitiva chiude la vicenda giudiziaria dell'imputato e va trattata come tale.

Le nuove indagini

Tra il 2021 e il 2022, dopo un esposto della famiglia, fu aperto un nuovo fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. La riapertura fu resa pubblica nel marzo 2022. A dicembre 2023 la Procura chiese l'archiviazione; il 20 dicembre 2024 il giudice per le indagini preliminari (GIP) respinse la richiesta e dispose ulteriori accertamenti.

Nel provvedimento del 2024 il GIP formulò anche valutazioni sull'eventuale inquinamento delle indagini. Sono valutazioni contenute in un provvedimento che dispone nuovi accertamenti: non costituiscono una responsabilità accertata in sede giudiziaria.

Tra il 2025 e il 2026 sono proseguiti gli accertamenti, compresi i confronti genetici. Il quadro è aggiornato a settembre 2026. Sono stati effettuati confronti genetici su più profili di persone mai indagate; secondo i resoconti disponibili un primo gruppo non avrebbe prodotto corrispondenze, mentre altri accertamenti risultavano ancora da chiarire. Le fonti disponibili divergono sul numero esatto dei profili e sugli esiti dei diversi gruppi, e per questo non riportiamo cifre definitive.

Al 21 settembre 2026 il fascicolo risulta aperto contro ignoti e l'autore dell'omicidio non risulta identificato.

Le ipotesi ancora discusse

Intorno a via Poma sono circolate nel tempo molte ipotesi. Vanno tenute distinte dai fatti accertati: alcune sono valutazioni di organismi parlamentari o giudiziari, altre restano piste giornalistiche o ricostruzioni che nessuna sentenza ha confermato.

Un capitolo riguarda il possibile ruolo di ambienti dei servizi segreti. Su questo punto il dato giudiziario è netto: nessuna sentenza ha accertato responsabilità dei servizi segreti nel delitto. Diversa è la valutazione espressa dalla Commissione parlamentare Antimafia, che nella sua relazione ha esaminato la condotta e le dichiarazioni di Roland Voller nel quadro di un possibile tentativo di depistaggio, lasciando comunque aperto il significato complessivo della vicenda Voller. È una valutazione parlamentare, non una sentenza. Resta quindi sul piano delle ipotesi la domanda se le indagini siano state ostacolate o inquinate: un'ipotesi di depistaggio, non un fatto accertato.

Per chi vuole seguire questo filone, esiste un approfondimento separato dedicato a Mario Ferraro. Per il quadro più ampio sul tema, si veda la sezione Servizi segreti di Italia Mistero.

Cronologia essenziale

  • 7 agosto 1990: Simonetta Cesaroni viene uccisa negli uffici AIAG di via Carlo Poma 2 a Roma.
  • 1990–1993: prime indagini. Pietrino Vanacore viene arrestato e poi scarcerato; nel 1991 la sua posizione è archiviata. Nel 1993 Federico Valle è prosciolto «per non aver commesso il fatto» e Vanacore «perché il fatto non sussiste».
  • 2006: nuove analisi dei RIS su indumenti e altri reperti.
  • 2007: Raniero Busco viene iscritto nel registro degli indagati.
  • 2010: inizia il processo a Busco.
  • 26 gennaio 2011: Busco è condannato in primo grado a 24 anni.
  • 27 aprile 2012: Busco è assolto in appello «per non aver commesso il fatto».
  • 26 febbraio 2014: la Cassazione respinge il ricorso della Procura generale; l'assoluzione diventa irrevocabile.
  • 2021–2022: dopo un esposto della famiglia viene aperto un nuovo fascicolo per omicidio volontario contro ignoti; la riapertura è resa pubblica nel marzo 2022.
  • Dicembre 2023: la Procura chiede l'archiviazione.
  • 20 dicembre 2024: il GIP respinge la richiesta di archiviazione e dispone ulteriori accertamenti.
  • 2025–2026: proseguono nuovi accertamenti, compresi confronti genetici.
  • 21 settembre 2026: il fascicolo risulta aperto contro ignoti; l'autore dell'omicidio non risulta identificato.

Fonti e approfondimenti

  • Commissione parlamentare Antimafia, Doc. XXIII n. 37, sezione VIII.
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 39220/2014.
  • ANSA.
  • Sky TG24, sulla sentenza della Cassazione e sul provvedimento del GIP del 2024.
  • Il Sole 24 Ore, sull'assoluzione in appello di Raniero Busco.
  • Il Post e altre fonti giornalistiche affidabili, per gli sviluppi tra il 2022 e il 2026.

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