Bande criminali

Come si sono sviluppate e come sono finite

Le bande criminali sono state una parte oscura ma significativa della storia urbana italiana. Questi gruppi — spesso legati a contesti sociali precari, criminalità organizzata, politiche locali — hanno lasciato segni profondi nei territori: reati, violenza, contrasti con le istituzioni, memoria storica. In questa sezione esploriamo le principali bande italiane: la loro nascita, le tipologie di crimine adottate, i protagonisti, e il declino o trasformazione di ciascuna. 

  • Banda della Magliana  attiva a Roma dalla fine degli anni '70: traffici, collusioni politiche e legami con la criminalità organizzata esterna.
  • Mala del Brenta  nord-est Italia, infiltrazioni territoriali, attività criminali su larga scala.
  • Banda Turatello – Milano, anni '70/80, rapine, traffico e scontri con la polizia. 
  • Banda Vallanzasca 
  • – Milano, figure carismatiche, notorietà mediatica, processi e condanne.

Bande Criminali Italiane: Storia, Protagonisti e Declino della Magliana, Vallanzasca e Mala del Brenta


La Banda della Magliana, attiva a Roma tra il 1975 e il 1992, fu la piu pericolosa banda criminale della capitale: guidata da Franco Giuseppucci e poi da Enrico De Pedis, gestiva traffico di droga, sequestri di persona, gioco d'azzardo e aveva legami con la criminalita organizzata siciliana, la massoneria deviata e i servizi segreti. La banda e stata coinvolta in vicende oscure come il sequestro di Emanuela Orlandi e la strage di Bologna. Nel nord Italia operavano invece Renato Vallanzasca, il "Bel Rene", condannato a quattro ergastoli per una serie di rapine e omicidi tra il 1972 e il 1977, e il suo rivale Francis Turatello, detto "Faccia d'angelo", assassinato in carcere nel 1981.


La risposta dipende dal criterio scelto, ma Renato Vallanzasca e certamente il piu famoso per la sua notorieta mediatica e il numero di processi subiti: oltre 300 anni di condanna cumulativa, quattro ergastoli, decine di rapine e omicidi. La Mala del Brenta di Felice Maniero, attiva in Veneto e Friuli negli anni Ottanta e Novanta, si distinse invece per la sua capacita di infiltrarsi nell'economia legale e per le clamorose evasioni del suo capo, che fu poi collaboratore di giustizia.