Gladio
Stay Behind
Gladio è una storia che ne raccoglie molte. Quale filo conduttore puo' collegare il piano, solo, Licio Gelli, il bandito Giuliano, la mafia la Cia, Stalin e Churchill.
Gladio e le operazioni stay-behind sono l'inizio di un cammino durato decenni nell'ombra.
Da Stay Behind a Gladio
La rete italiana Stay Behind, conosciuta con il nome di Gladio, fu organizzata nel contesto della Guerra fredda per predisporre una struttura clandestina capace di operare in caso di invasione e occupazione del territorio nazionale. Gli accordi tra i servizi italiani e statunitensi risalivano ai primi anni Cinquanta e furono formalizzati nel novembre 1956. La struttura rimase segreta per decenni, fino alle rivelazioni del presidente del Consiglio Giulio Andreotti nel 1990.
Tra gli elementi centrali dell'organizzazione figuravano la base di addestramento di Capo Marrargiu, in Sardegna, e i depositi clandestini di armi e materiali conosciuti come NASCO. La rete operava nell'ambito dei servizi segreti militari italiani e faceva parte del sistema delle strutture stay-behind sviluppate durante la Guerra fredda in diversi Paesi dell'Europa occidentale.
Dopo la scoperta pubblica di Gladio, commissioni parlamentari e autorità giudiziarie indagarono anche sui possibili rapporti tra la struttura e alcune delle vicende più controverse della storia repubblicana. Il ruolo effettivamente svolto da Gladio al di fuori della funzione stay-behind dichiarata è stato oggetto di indagini, interpretazioni e controversie. La sua storia resta quindi legata al più ampio dibattito sui servizi segreti, sulla Guerra fredda e sui misteri italiani del secondo dopoguerra.
Storie e biografie collegate
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- Massimiliano Corvo
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