La Banda della Magliana

Roma criminale

La Banda della Magliana fu una delle principali organizzazioni criminali attive a Roma tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. Nata dall'incontro tra diversi gruppi della criminalità romana, costruì una rete di interessi che spaziava dal traffico di droga alle rapine, dalle estorsioni al gioco d'azzardo. La sua storia si intrecciò inoltre con vicende che coinvolsero mafia, ambienti dell'estrema destra, finanza e personaggi al centro di alcuni dei più controversi casi italiani dell'epoca.

Storie e biografie collegate

Le origini della Banda della Magliana

La Banda della Magliana nacque a Roma nella seconda metà degli anni Settanta dall'incontro tra diversi gruppi criminali attivi nella capitale. Il nome con cui sarebbe diventata famosa deriva dal quartiere della Magliana, dove operavano alcuni dei suoi componenti.

Tra le figure della fase iniziale vi furono Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis, Maurizio Abbatino e Nicolino Selis. Attorno a loro si sviluppò una rete criminale destinata ad allargarsi rapidamente ad altri gruppi e personaggi della malavita romana.

A differenza delle tradizionali batterie di rapinatori, il nuovo gruppo puntò alla collaborazione tra diverse componenti criminali e alla gestione comune di attività particolarmente redditizie.

Il sequestro del duca Grazioli

Uno degli episodi che precedettero la formazione della Banda fu il sequestro del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere, rapito a Roma nel novembre 1977.

Al sequestro parteciparono uomini provenienti da diversi ambienti della criminalità romana. Nonostante il pagamento di un riscatto, Grazioli venne ucciso.

L'esperienza del sequestro contribuì ad avvicinare alcuni dei criminali che avrebbero successivamente partecipato alla formazione della Banda della Magliana.

Il controllo della criminalità romana

Alla fine degli anni Settanta il gruppo cercò di estendere la propria influenza sulle attività criminali della capitale.

Una delle principali fonti di guadagno divenne il traffico di stupefacenti. La Banda organizzò l'approvvigionamento e la distribuzione della droga attraverso una rete che coinvolgeva diverse zone di Roma.

Accanto agli stupefacenti continuarono rapine, estorsioni, gioco d'azzardo e altre attività illegali.

L'omicidio di Franco Nicolini

Il 25 luglio 1978 Franco Nicolini venne ucciso all'ippodromo di Tor di Valle.

Nicolini era una figura importante nell'ambiente delle scommesse clandestine romane. Il suo omicidio viene considerato uno degli episodi centrali nella fase di espansione del gruppo.

La sua eliminazione aprì nuovi spazi negli interessi criminali legati alle scommesse e al gioco clandestino.

L'omicidio di Franco Giuseppucci

Il 13 settembre 1980 Franco Giuseppucci venne ucciso a Roma.

La sua morte provocò una violenta reazione da parte degli uomini della Banda e contribuì ad aprire una nuova fase di scontri nella criminalità romana.

Giuseppucci era stato una delle figure fondamentali nella costruzione degli equilibri tra i diversi gruppi che avevano dato origine alla Banda.

La guerra con il clan Proietti

Dopo l'omicidio di Giuseppucci si intensificò lo scontro con il gruppo dei Proietti, conosciuti nell'ambiente criminale romano come i Pesciaroli.

La guerra provocò una serie di omicidi e regolamenti di conti che modificarono profondamente gli equilibri della criminalità nella capitale.

In questa fase aumentarono anche le tensioni interne alla stessa Banda della Magliana.

Enrico De Pedis e Danilo Abbruciati

Tra i personaggi destinati ad assumere un ruolo sempre più importante vi furono Enrico De Pedis, detto Renatino, e Danilo Abbruciati.

Abbruciati morì a Milano nel 1982 durante l'attentato contro Roberto Rosone, vicepresidente del Banco Ambrosiano.

De Pedis continuò invece a muoversi tra criminalità, affari e relazioni sviluppate nel corso degli anni, fino al suo omicidio avvenuto a Roma nel 1990.

Rapporti con altri ambienti criminali

Le indagini e le successive dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno ricostruito rapporti tra esponenti della Banda della Magliana e altri ambienti criminali.

Nel corso degli anni sono emersi contatti con esponenti della criminalità organizzata, con ambienti dell'estrema destra romana e con personaggi coinvolti in traffici e affari illegali.

La natura e il significato di alcuni di questi rapporti sono stati oggetto di numerose indagini giudiziarie e ricostruzioni giornalistiche.

La crisi della Banda della Magliana

Durante gli anni Ottanta arresti, omicidi e contrasti interni indebolirono progressivamente l'organizzazione.

La morte di alcuni dei protagonisti e le divisioni tra i diversi gruppi modificarono gli equilibri che avevano consentito alla Banda di operare negli anni precedenti.

A questo processo contribuirono anche le indagini della magistratura e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Maurizio Abbatino e i collaboratori di giustizia

Un ruolo fondamentale nella ricostruzione della storia della Banda venne assunto da Maurizio Abbatino.

Dopo l'arresto, Abbatino iniziò a collaborare con la magistratura e fornì una ricostruzione dall'interno dell'organizzazione, dei suoi componenti e di numerosi episodi criminali.

Le dichiarazioni di Abbatino e di altri collaboratori contribuirono alle grandi indagini giudiziarie sulla Banda della Magliana.

La Banda della Magliana tra storia e misteri italiani

La storia della Banda della Magliana ha incrociato alcune delle vicende più discusse della storia italiana tra gli anni Settanta e Novanta.

I nomi di alcuni suoi componenti sono comparsi nelle indagini o nelle ricostruzioni relative a personaggi e casi come Mino Pecorelli, Roberto Calvi e altri episodi rimasti al centro dell'attenzione giudiziaria e giornalistica.

Non tutti i collegamenti ipotizzati nel corso degli anni hanno però ricevuto lo stesso riscontro giudiziario. Per questo è necessario distinguere tra fatti accertati, dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e ricostruzioni investigative o giornalistiche.

Documenti

Ordinanza sentenza banda della Magliana