Franco Nicolini

Franchino "Er Criminale"

Franco Nicolini, conosciuto come «Franchino er Criminale», fu per anni una delle figure di riferimento delle scommesse clandestine a Roma, con base all'ippodromo di Tor di Valle. Nato nella capitale nel 1935, apparteneva a una generazione criminale precedente a quella della Banda della Magliana, di cui non fece parte. Fu proprio il giro di scommesse da lui controllato ad attirare l'interesse del gruppo di Franco Giuseppucci. La sera del 25 luglio 1978 Nicolini fu ucciso nel parcheggio dell'ippodromo: secondo le ricostruzioni, fu uno dei primi grandi delitti della nascente Banda e le aprì la strada nel mondo delle scommesse.

Le origini e il soprannome

Franco Nicolini nacque a Roma il 26 gennaio 1935. Le informazioni sulla sua giovinezza e sui primi anni di attività sono scarse e provengono soprattutto da ricostruzioni giornalistiche successive alla sua morte.

Nella malavita romana era conosciuto come «Franchino er Criminale». Secondo le ricostruzioni, il diminutivo «Franchino» sarebbe legato alla sua bassa statura.

La sua figura ha ispirato il personaggio del «Terribile» in «Romanzo criminale» di Giancarlo De Cataldo e nelle sue trasposizioni per il cinema e la televisione. Si tratta però di un nome di fantasia, non di un soprannome attribuito al Nicolini reale.

Il controllo delle scommesse a Tor di Valle

Negli anni Settanta Nicolini gestiva il giro di scommesse clandestine legato all'ippodromo romano di Tor di Valle, un'attività che garantiva introiti consistenti.

Le ricostruzioni lo descrivono come la figura dominante del settore, tanto da attribuirgli un controllo pressoché esclusivo sulle scommesse illegali negli ippodromi della capitale.

Secondo le stesse ricostruzioni, attorno a quel giro gravitavano anche altri gruppi criminali, tra cui il clan dei Proietti, ritenuto particolarmente vicino a Nicolini e beneficiario di vantaggi legati alle scommesse.

Un esponente della malavita precedente alla Banda

Nicolini apparteneva a una generazione criminale più anziana rispetto ai giovani che, alla fine degli anni Settanta, avrebbero dato vita alla Banda della Magliana.

Alcune ricostruzioni giornalistiche lo definiscono un criminale «di medio calibro», noto soprattutto per il controllo delle scommesse più che per un ruolo di vertice in un'organizzazione strutturata.

Le stesse fonti riferiscono dei suoi modi bruschi: si racconta che fosse solito punire con uno schiaffo chi gli mancava di rispetto. Si tratta però di episodi tramandati dalle ricostruzioni e non accertati in sede giudiziaria.

L'interesse del gruppo di Giuseppucci

Nella seconda metà degli anni Settanta il gruppo raccolto attorno a Franco Giuseppucci, che stava stringendo alleanze con altre formazioni criminali romane, cercava di estendere i propri affari oltre il traffico di stupefacenti.

Il giro delle scommesse controllato da Nicolini rappresentava un obiettivo di grande valore economico, e la sua presenza costituiva un ostacolo all'espansione del nuovo gruppo.

Secondo le ricostruzioni, fu Giuseppucci a decidere l'eliminazione di Nicolini per subentrare nel controllo del settore. Nicolini non faceva parte della nascente Banda: ne fu, al contrario, uno dei primi bersagli.

I contrasti con Nicolino Selis

Alla decisione contribuì anche Nicolino Selis, il cui gruppo di Ostia e Acilia era entrato nell'alleanza con Giuseppucci. Secondo le fonti, Selis aveva un conto aperto con Nicolini.

Secondo le dichiarazioni di Maurizio Abbatino, tra i due vi erano stati violenti screzi durante una comune detenzione nel carcere di Regina Coeli. Altre ricostruzioni riferiscono che Nicolini avrebbe schiaffeggiato Selis davanti agli altri detenuti durante una rivolta carceraria.

Circolava inoltre la voce, mai verificata, che Selis attribuisse a una soffiata di Nicolini una delle sue condanne. Le stesse ricostruzioni riferiscono anche di uno screzio con un uomo vicino alla camorra, che Nicolini avrebbe schiaffeggiato all'ippodromo.

L'omicidio all'ippodromo di Tor di Valle

La sera del 25 luglio 1978, all'uscita dall'ippodromo di Tor di Valle, Franco Nicolini fu avvicinato nel parcheggio da un gruppo di sette persone e ucciso a colpi di pistola.

Secondo le ricostruzioni dell'agguato, l'auto di Maurizio Abbatino chiuse la via di fuga alla vittima, mentre a sparare furono Edoardo Toscano e Giovanni Piconi. Le fonti parlano di nove colpi di pistola.

Alcune ricostruzioni giornalistiche indicano tra i protagonisti dell'azione anche Nicolino Selis. La composizione esatta del gruppo che partecipò all'agguato varia a seconda delle fonti.

Le conseguenze sul mondo delle scommesse

Dopo la morte di Nicolini, il gruppo di Giuseppucci assunse il controllo delle scommesse clandestine negli ippodromi romani, una delle prime grandi fonti di guadagno della Banda.

L'omicidio incise anche sugli equilibri con il clan dei Proietti, che con la scomparsa di Nicolini perse i vantaggi legati al giro delle scommesse.

Secondo le ricostruzioni, quei contrasti alimentarono la tensione tra i Proietti e la Banda, sfociata negli anni successivi in uno scontro aperto, segnato anche dall'uccisione di Franco Giuseppucci nel settembre 1980, attribuita a uomini legati ai Proietti.

Il significato dell'omicidio nella storia della Banda

L'uccisione di Nicolini è considerata da molte ricostruzioni il primo grande delitto della Banda della Magliana, compiuto nella fase in cui le diverse componenti si stavano unendo.

Oltre al valore economico, il delitto ebbe un significato di avvertimento verso gli altri ambienti della malavita romana: secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, chi non si alleava con la Banda poteva diventarne un bersaglio.

Con il controllo delle scommesse la Banda rafforzò le proprie risorse e proseguì la sua espansione negli anni successivi, fino a imporsi tra le principali organizzazioni criminali della capitale.

Franco Nicolini, foto

"Er Criminale"