Ettore Majorana: il fisico scomparso nel 1938

Vita, scomparsa, indagini e ipotesi

Nel marzo 1938 Ettore Majorana, uno dei fisici teorici più brillanti del suo tempo, scomparve durante un viaggio tra Napoli e Palermo. Le ricerche dell'epoca non portarono ad alcun risultato e, nei decenni successivi, la sua sorte è diventata uno dei grandi misteri italiani del Novecento.

In questa pagina ricostruiamo la sua vita e la scomparsa, distinguendo i fatti documentati dalle testimonianze e dalle ipotesi. Il primo documentario di Italia Mistero ripercorre la formazione di Majorana e il suo rapporto con Enrico Fermi.

Chi era Ettore Majorana

Ettore Majorana nacque a Catania il 5 agosto 1906, in una famiglia di tradizione scientifica e politica. Dopo gli studi classici a Roma si iscrisse a Ingegneria, ma nel 1927 l'incontro con Enrico Fermi lo convinse a passare a Fisica. Si laureò con Fermi il 6 luglio 1929.

Il gruppo di via Panisperna e il lavoro scientifico

All'Istituto di Fisica di via Panisperna, a Roma, Majorana fece parte del gruppo di giovani ricercatori riuniti attorno a Fermi. Pubblicò un numero limitato di lavori, ma di grande originalità, dalla fisica atomica alla teoria del nucleo. Nel 1937 apparve la sua teoria simmetrica dell'elettrone e del positrone, da cui deriva il concetto di «fermione di Majorana», ancora oggi al centro della ricerca.

Lipsia e Copenaghen

Nel 1933 trascorse alcuni mesi a Lipsia, dove lavorò con Werner Heisenberg, e poi a Copenaghen con Niels Bohr. Al ritorno in Italia attraversò un lungo periodo di isolamento, durante il quale si allontanò dalla vita accademica.

La cattedra di Napoli

Nel 1937 Majorana fu nominato, per meriti scientifici, professore di fisica teorica all'Università di Napoli; nel gennaio 1938 iniziò le lezioni.

Marzo 1938: la scomparsa

Il viaggio a Palermo

La sera del 25 marzo 1938 Majorana partì da Napoli con il piroscafo per Palermo. Nei giorni precedenti aveva ritirato il denaro del proprio conto e alcuni stipendi arretrati. Prima di partire lasciò lettere al collega Antonio Carrelli e ai familiari, ai quali chiedeva di non vestirsi a lutto.

Il telegramma e l'ultima lettera

Il 26 marzo, da Palermo, inviò a Carrelli un telegramma rassicurante e una lettera in cui annunciava il suo ritorno e la rinuncia all'insegnamento. Da quel momento non si ebbero più notizie certe di Majorana; il passaporto non fu mai ritrovato.

Il secondo documentario di Italia Mistero ricostruisce i giorni della scomparsa e le ipotesi che ne sono seguite.

Le indagini e le testimonianze

Un professore di Palermo riferì di aver viaggiato con lui sul piroscafo di ritorno verso Napoli, il 27 marzo; un'infermiera disse di averlo incontrato a Napoli nei primi giorni di aprile. Nessuna di queste testimonianze fu confermata.

Le ricerche, seguite dalla polizia e sollecitate anche da Enrico Fermi, che si rivolse a Mussolini, durarono mesi senza esito, nonostante fosse stata offerta una ricompensa. Tra gli appelli diffusi dalla stampa vi fu quello della Domenica del Corriere, con la sua fotografia.

«Chi l'ha visto?»: appello della Domenica del Corriere, 1938. Pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Le ipotesi sulla sorte di Majorana

Sulla scomparsa di Ettore Majorana non esiste una verità accertata. Le ipotesi formulate nel tempo restano tali e vanno distinte dai fatti documentati.

Il suicidio

Le frasi delle ultime lettere hanno fatto pensare a un suicidio in mare. Contro questa ipotesi si citano il ritiro del denaro, la scomparsa del passaporto e il successivo telegramma rassicurante.

Il ritiro volontario

Nel saggio «La scomparsa di Majorana» Leonardo Sciascia ipotizzò una scelta di ritiro dal mondo, anche in un convento: si tratta di una ricostruzione letteraria, non di un fatto accertato.

L'espatrio

Nel tempo sono state proposte piste che collocano Majorana in Germania, in Argentina o in Sicilia, sulla base di indizi indiretti e testimonianze; nessuna è stata dimostrata, e una di queste – quella di un vagabondo di Mazara del Vallo – fu esclusa da un confronto delle firme.

La pista venezuelana e la Procura di Roma

Nel 2011 la Procura di Roma aprì un fascicolo dopo la testimonianza di un emigrato italiano che disse di aver conosciuto in Venezuela, negli anni Cinquanta, un uomo chiamato «signor Bini» e di averlo fotografato nel 1955.

Nel febbraio 2015, chiedendo l'archiviazione, i magistrati conclusero che Majorana sarebbe vissuto volontariamente a Valencia, in Venezuela, almeno tra il 1955 e il 1959, sulla base dell'analisi della fotografia, di una cartolina e della testimonianza. È una valutazione investigativa, non una sentenza: i familiari hanno contestato le identificazioni e la sorte di Majorana dopo il 1959 resta sconosciuta.

Un mistero ancora aperto

A oltre ottant'anni dalla scomparsa, nessuna delle ipotesi sulla sorte di Ettore Majorana è stata dimostrata in modo definitivo. Resta l'eredità scientifica di un fisico che Fermi considerava tra le menti più brillanti della sua generazione.

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