Franco Giuseppucci
Er Fornaretto
Franco Giuseppucci, conosciuto prima come Er Fornaretto e successivamente come Er Negro, fu uno dei protagonisti della nascita della Banda della Magliana. Dalle batterie di rapinatori romani passò alla costruzione di una rete criminale che riunì gruppi provenienti da diverse zone della capitale. Il suo omicidio, avvenuto a Trastevere il 13 settembre 1980, aprì una nuova fase di violenza nella criminalità romana.
Franco Giuseppucci, Er Fornaretto ed Er Negro
Franco Giuseppucci nacque a Roma il 3 marzo 1947. Cresciuto a Trastevere, lavorò da giovane nel forno di famiglia, attività dalla quale derivò il soprannome di Er Fornaretto.
Successivamente negli ambienti della criminalità romana divenne conosciuto soprattutto come Er Negro.
Negli anni Settanta entrò nel mondo delle bische, delle corse dei cavalli e delle batterie di rapinatori che operavano nella capitale.
Le batterie della criminalità romana
Prima della nascita della Banda della Magliana, la criminalità romana era organizzata in numerose batterie che collaboravano in occasione di rapine e altre attività illegali.
Giuseppucci sviluppò rapporti con diversi esponenti di questo ambiente e acquisì una posizione sempre più importante nella malavita romana.
La sua capacità di creare relazioni tra gruppi differenti avrebbe avuto un ruolo decisivo nella successiva formazione della Banda.
L'incontro con Maurizio Abbatino
Uno degli incontri fondamentali nella storia della futura Banda della Magliana fu quello tra Giuseppucci e Maurizio Abbatino.
I due provenivano da ambienti criminali differenti ma compresero la possibilità di superare il sistema delle singole batterie e di costruire una collaborazione più stabile.
Attorno a questa alleanza si aggregarono progressivamente uomini provenienti da diverse zone della capitale.
La nascita della Banda della Magliana
Tra il 1977 e il 1978 prese forma il gruppo che sarebbe stato successivamente conosciuto come Banda della Magliana.
Giuseppucci fu una delle figure centrali di questa fase insieme a Maurizio Abbatino, Enrico De Pedis e ad altri esponenti della criminalità romana.
La nuova organizzazione puntava a mettere in comune uomini, denaro e contatti, superando almeno in parte le tradizionali divisioni territoriali tra le batterie.
Il sequestro Grazioli
Il 7 novembre 1977 Massimiliano Grazioli Lante della Rovere venne sequestrato a Roma.
Al rapimento parteciparono uomini che sarebbero stati successivamente identificati con il nucleo originario della Banda della Magliana, tra i quali Giuseppucci e Abbatino.
Nonostante il pagamento del riscatto, Grazioli venne ucciso. Il sequestro rappresentò uno degli episodi fondamentali nella fase iniziale della nuova organizzazione criminale.
La cassa comune
Uno degli elementi che caratterizzarono la Banda fu la gestione comune di una parte dei proventi delle attività criminali.
La cosiddetta cassa comune serviva a finanziare nuove operazioni e a sostenere gli uomini del gruppo e, in determinate circostanze, le famiglie di quelli arrestati.
Questo sistema contribuiva a rafforzare i legami tra le diverse componenti dell'organizzazione.
L'espansione della Banda
Alla fine degli anni Settanta la Banda estese progressivamente i propri interessi nella criminalità romana.
Il traffico di stupefacenti divenne una delle attività economicamente più importanti, affiancandosi alle rapine, alle estorsioni, al gioco d'azzardo e alle scommesse clandestine.
La crescita del gruppo modificò gli equilibri tra le diverse organizzazioni e famiglie criminali presenti nella capitale.
Franco Nicolini e le scommesse clandestine
Un settore particolarmente importante era quello delle scommesse clandestine legate agli ippodromi romani.
Il 25 luglio 1978 Franco Nicolini, figura di primo piano in quell'ambiente, venne ucciso all'ippodromo di Tor di Valle.
La sua eliminazione contribuì a modificare gli equilibri nel settore delle scommesse e aggravò i contrasti con il gruppo dei Proietti, conosciuti come i Pesciaroli.
I rapporti con altri ambienti
Nel corso delle indagini sulla Banda della Magliana sono emersi rapporti tra alcuni suoi esponenti e personaggi appartenenti ad altri ambienti criminali e politici dell'epoca.
Il nome di Giuseppucci è stato associato, nelle ricostruzioni investigative e giudiziarie, anche a esponenti dell'estrema destra romana e ad altri personaggi entrati nella storia della Banda.
La natura e l'importanza di questi rapporti devono essere valutate distinguendo tra fatti giudiziariamente accertati, testimonianze e successive ricostruzioni.
L'omicidio di Franco Giuseppucci
Il 13 settembre 1980 Franco Giuseppucci venne colpito in un agguato in piazza San Cosimato, nel quartiere romano di Trastevere.
Nonostante fosse stato ferito, riuscì a raggiungere in automobile l'ospedale, dove morì poco dopo.
L'omicidio maturò nel conflitto con il gruppo dei Proietti, legato agli equilibri criminali e agli interessi nel settore delle scommesse clandestine.
La guerra contro i Proietti
La morte di Giuseppucci provocò la reazione degli uomini della Banda della Magliana.
Nei mesi successivi lo scontro con i Proietti, conosciuti come i Pesciaroli, produsse una serie di agguati e regolamenti di conti.
La vendetta per l'omicidio di Giuseppucci divenne così uno dei passaggi più violenti nella storia della Banda e della criminalità romana di quegli anni.

