La "Lista" di Valerio Verbano

Il dossier, l'omicidio e un caso ancora senza responsabili accertati

Valerio Verbano era un giovane militante dell'area di Autonomia Operaia. Il 22 febbraio 1980 tre uomini armati entrarono nella sua abitazione di via Monte Bianco, a Roma, immobilizzarono i genitori e attesero il suo rientro: Verbano fu ucciso durante l'aggressione, pochi giorni prima di compiere diciannove anni.

Al suo nome è legata la vicenda del materiale che aveva raccolto sull'estrema destra romana, la cosiddetta "lista". Nonostante indagini, riesami e nuove inchieste nel corso di oltre quarant'anni, il caso non ha portato all'individuazione giudiziaria degli autori dell'omicidio.

Chi era Valerio Verbano

Valerio Verbano nasce a Roma il 25 febbraio 1961. Dalla metà degli anni Settanta aderisce all'area di Autonomia Operaia e partecipa all'attività dei collettivi studenteschi e di quartiere della zona nord di Roma, tra Nuovo Salario, Val Melaina e Monte Sacro.

In quegli anni segue con particolare attenzione gli ambienti dell'estrema destra romana, raccogliendo appunti, fotografie e documentazione sugli attivisti neofascisti della sua zona.

Il 20 aprile 1979 viene arrestato insieme ad altri ragazzi con l'accusa di fabbricazione di bottiglie molotov. Nel corso delle perquisizioni le forze dell'ordine sequestrano, tra l'altro, il materiale che aveva raccolto. Per quei fatti viene condannato a sette mesi di reclusione.

Il dossier e la "Lista"

Il materiale sequestrato nel 1979 comprendeva fascicoli, schede e appunti su esponenti e attivisti dell'estrema destra romana, con riferimenti a persone e luoghi di ritrovo nella zona nord della città. Nelle ricostruzioni del caso si parla sia di un "dossier" sia di una "lista": due termini che non sempre indicano con precisione lo stesso materiale.

Dopo l'omicidio, la vicenda di questi documenti è diventata uno degli elementi centrali delle ricostruzioni del caso. La loro sorte è stata complessa: il materiale rimase a lungo nei depositi giudiziari, ne fu disposta la distruzione negli anni Ottanta e, secondo quanto riportato, alcune fotocopie sono riemerse soltanto nel 2011.

Se e in quale misura questo lavoro di documentazione abbia avuto un ruolo nell'omicidio non è mai stato accertato in sede giudiziaria.

L'omicidio del 22 febbraio 1980

Il 22 febbraio 1980 tre uomini armati e con il volto coperto si presentano all'abitazione della famiglia Verbano, in via Monte Bianco, nel quartiere di Monte Sacro. Una volta entrati, immobilizzano il padre e la madre di Valerio e attendono il ritorno del ragazzo da scuola.

Quando Valerio rientra, viene aggredito. Nel corso della colluttazione tenta di sottrarsi agli aggressori, ma viene raggiunto da un colpo d'arma da fuoco e muore poco dopo. Aveva diciotto anni.

Le rivendicazioni e le indagini

Nelle ore successive all'omicidio giunsero rivendicazioni contrastanti, a nome di sigle di opposta collocazione politica, tra cui una attribuita ai NAR, seguite nei giorni successivi da smentite. Le rivendicazioni, di per sé, non hanno consentito di stabilire l'identità degli autori.

Le indagini si concentrarono in particolare sull'ambiente dell'estrema destra romana. Nel corso degli anni le ricostruzioni investigative hanno seguito diverse piste, senza arrivare all'individuazione giudiziaria degli autori dell'omicidio.

La prima inchiesta si chiuse nel 1989 senza arrivare all'individuazione degli autori. Anche le successive attività investigative e le dichiarazioni raccolte nel corso degli anni non hanno portato a un accertamento giudiziario delle responsabilità.

Un delitto ancora senza responsabili accertati

Negli anni successivi il caso è stato più volte riesaminato. Nel 2010 la Procura di Roma riaprì le indagini sull'omicidio; nel 2011 la nuova inchiesta conobbe ulteriori sviluppi investigativi.

Nel febbraio 2020, a quarant'anni dal delitto, la Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione della nuova indagine.

Allo stato delle informazioni disponibili, nessuna persona è stata individuata giudizialmente come autore dell'omicidio di Valerio Verbano. Negli anni la madre, Carla Verbano, ha continuato a chiedere verità sulla morte del figlio, contribuendo a mantenere viva la memoria del caso.

Valerio Verbano, foto

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