Giovanni Aiello

“Faccia da Mostro”: il poliziotto nell’ombra delle stragi italiane

Giovanni Aiello, soprannominato "Faccia da Mostro", è una delle figure più controverse e oscure della storia italiana recente. Ex agente di polizia, il suo nome è stato associato da diversi collaboratori di giustizia e da alcune testimonianze a episodi legati alle stragi di mafia degli anni '80 e '90, tra cui le vicende che ruotano attorno agli omicidi eccellenti e alle tensioni tra apparati dello Stato e Cosa Nostra.

Nel corso degli anni, il nome di Aiello è stato evocato in relazione ai contesti investigativi successivi agli attentati che costarono la vita a magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, così come in dichiarazioni riguardanti ambienti dei servizi e apparati deviati. Tuttavia, molte delle accuse e ricostruzioni rimangono oggetto di indagini, ipotesi investigative e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, senza che siano intervenute sentenze definitive di condanna nei suoi confronti per le stragi.

La figura di "Faccia da Mostro" è diventata nel tempo simbolo delle zone d'ombra tra criminalità organizzata, terrorismo interno e presunti intrecci con settori istituzionali. Questa pagina analizza il profilo di Giovanni Aiello, il contesto storico, le testimonianze che lo citano e il dibattito giudiziario e giornalistico che ne è seguito, distinguendo tra fatti accertati e ricostruzioni ipotetiche.

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