Angelo Izzo

Dal massacro del Circeo al duplice omicidio di Ferrazzano

Angelo Izzo è uno degli autori del massacro del Circeo, commesso il 29 settembre 1975 insieme ad Andrea Ghira e Gianni Guido: Rosaria Lopez fu uccisa, Donatella Colasanti sopravvisse. Condannato all'ergastolo, dopo quasi trent'anni di detenzione ottenne la semilibertà e il 28 aprile 2005, a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, commise il duplice omicidio di Maria Carmela Linciano e della figlia Valentina Maiorano.

Il massacro del Circeo

Angelo Izzo nasce a Roma il 23 agosto 1955 in una famiglia borghese. Negli anni Settanta frequenta, come Andrea Ghira e Gianni Guido, gli ambienti giovanili neofascisti della Roma benestante, i cosiddetti "pariolini". È il contesto sociale e politico in cui matura la vicenda raccontata nella prima parte del documentario, ma non costituisce il movente accertato del delitto.

Il 29 settembre 1975 Izzo, Ghira e Guido attirano con un pretesto due ragazze, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, in una villa a San Felice Circeo. Le due giovani vengono sottoposte per ore a violenze e sevizie. Rosaria Lopez viene uccisa; Donatella Colasanti sopravvive fingendosi morta. Il 30 settembre viene ritrovata viva a Roma e la sua testimonianza permette di identificare i responsabili.

Izzo e Guido vengono arrestati poco dopo, mentre Andrea Ghira riesce a fuggire e non sarà mai catturato. Il 29 luglio 1976 la sentenza di primo grado condanna Angelo Izzo all'ergastolo, pena confermata nei successivi gradi di giudizio. A Gianni Guido, in appello, vengono riconosciute attenuanti e la pena è ridotta a trent'anni.

Il caso ebbe una fortissima risonanza nell'Italia degli anni Settanta ed è ancora oggi ricordato come uno dei simboli della violenza contro le donne.

La detenzione e la semilibertà

Per Izzo inizia una lunga detenzione, segnata anche da tentativi di evasione: nel gennaio 1977 dal carcere di Latina, insieme a Gianni Guido, e nel 1986 dal carcere di Paliano, entrambi falliti. Il 25 agosto 1993 riesce invece a evadere ad Alessandria; viene catturato a Parigi a metà settembre e riportato in Italia.

Negli anni di carcere Izzo rende anche numerose dichiarazioni all'autorità giudiziaria su vicende di terrorismo e criminalità, di cui si parla più avanti. Nel dicembre 2004 il Tribunale di sorveglianza di Palermo gli concede la semilibertà: durante il giorno lavora presso una cooperativa a Campobasso, con l'obbligo di rientrare in carcere la sera.

Il duplice omicidio di Ferrazzano

Il 28 aprile 2005, mentre si trova in regime di semilibertà, Angelo Izzo uccide a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, Maria Carmela Linciano e la figlia Valentina Maiorano. Le due vittime erano la moglie e la figlia di Giovanni Maiorano, che Izzo aveva conosciuto durante la detenzione. Il delitto viene scoperto il 30 aprile 2005 e Izzo viene nuovamente arrestato.

Nel procedimento per i fatti di Ferrazzano è coinvolto anche Luca Palaia, complice di Izzo nel duplice omicidio. Angelo Izzo viene condannato di nuovo all'ergastolo per il duplice omicidio, con sentenza confermata nei successivi gradi di giudizio.

La concessione della semilibertà a un condannato all'ergastolo per il massacro del Circeo aprì un ampio dibattito pubblico sui benefici penitenziari e sui controlli previsti per i detenuti ammessi a misure alternative.

Le dichiarazioni di Angelo Izzo

Nel corso degli anni Izzo ha fornito dichiarazioni su diversi delitti e vicende della storia italiana. Alcune sono state oggetto di verifiche investigative e giudiziarie, ma le sue affermazioni devono essere valutate caso per caso e non possono essere considerate, da sole, prova dei fatti raccontati.

I due documentari che seguono raccolgono alcune delle dichiarazioni rese da Izzo e permettono di ascoltare direttamente il suo racconto, da considerare alla luce delle verifiche investigative e giudiziarie sui singoli episodi.

Angelo Izzo, foto

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