
Vincenzo Casillo
'o Nirone
Vincenzo Casillo, detto 'o Nirone, fu uno degli uomini più importanti della Nuova Camorra Organizzata e il principale collaboratore di Raffaele Cutolo all'esterno delle carceri. Latitante e protagonista della guerra tra NCO e Nuova Famiglia, il suo nome compare anche nelle vicende del sequestro di Ciro Cirillo e, attraverso le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, nelle indagini sulla morte di Roberto Calvi. Morì a Roma il 29 gennaio 1983 in un attentato con autobomba.
Chi era Vincenzo Casillo
Vincenzo Casillo nacque a San Giuseppe Vesuviano l'8 luglio 1942. Soprannominato 'o Nirone, entrò nella Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo fino a diventarne uno degli uomini più importanti.
A differenza di molti esponenti della NCO cresciuti criminalmente nelle carceri, Casillo proveniva da un ambiente imprenditoriale. Con il consolidamento dell'organizzazione cutoliana assunse progressivamente un ruolo operativo e di collegamento all'esterno.
Il braccio destro di Raffaele Cutolo
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta Casillo divenne il principale referente di Cutolo fuori dal carcere.
Mentre il fondatore della NCO continuava a esercitare la propria autorità dalla detenzione, Casillo si occupava dei rapporti sul territorio e partecipava alle relazioni con altri gruppi criminali.
La sua posizione lo collocò al centro dello scontro tra la Nuova Camorra Organizzata e i clan riuniti nella Nuova Famiglia.
La guerra tra NCO e Nuova Famiglia
L'espansione della NCO provocò la reazione di numerosi clan campani contrari al progetto di Cutolo. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta lo scontro degenerò in una sanguinosa guerra di camorra.
Casillo partecipò anche ai tentativi di mediazione tra le diverse organizzazioni criminali. In quegli anni la sua posizione divenne particolarmente delicata, mentre all'interno dello schieramento avversario acquistavano sempre maggiore peso uomini come Carmine Alfieri e Pasquale Galasso.
Il sequestro di Ciro Cirillo
Il 27 aprile 1981 le Brigate Rosse rapirono Ciro Cirillo, assessore regionale della Democrazia Cristiana. Durante gli 89 giorni del sequestro furono avviati contatti finalizzati alla liberazione dell'ostaggio che coinvolsero anche esponenti della Nuova Camorra Organizzata.
Casillo ebbe un ruolo nelle interlocuzioni legate alla vicenda. Le successive indagini e testimonianze ricostruirono contatti tra esponenti della camorra, uomini politici e appartenenti ai servizi segreti.
La vicenda Cirillo divenne così uno dei capitoli più controversi della storia dei rapporti tra criminalità organizzata, politica e apparati dello Stato negli anni Ottanta.
I rapporti con i servizi segreti
Le dichiarazioni raccolte negli anni successivi portarono alla luce anche i rapporti che Casillo avrebbe intrattenuto con esponenti dei servizi segreti.
Davanti alla Commissione parlamentare antimafia, Pasquale Galasso dichiarò che, a partire dal caso Cirillo, Casillo era entrato in contatto con alcuni appartenenti ai servizi e che questi rapporti gli avrebbero garantito protezione nonostante la latitanza.
Si tratta di uno degli aspetti più discussi della sua vicenda e deve essere distinto dai fatti giudiziariamente accertati.
Il caso Roberto Calvi
Il nome di Vincenzo Casillo emerse anche nelle ricostruzioni sull'omicidio di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano trovato morto sotto il ponte dei Frati Neri a Londra nel giugno 1982.
Diversi collaboratori di giustizia indicarono successivamente Casillo come coinvolto nell'omicidio. Tra le dichiarazioni acquisite nelle indagini figurano quelle di Claudio Sicilia, Pasquale Galasso, Carmine Alfieri e Giuseppe Cillari.
Queste dichiarazioni costituiscono elementi delle ricostruzioni investigative e giudiziarie sul caso Calvi e non devono essere presentate come una condanna definitiva di Casillo per l'omicidio.
L'attentato di Roma
Il 29 gennaio 1983 Vincenzo Casillo morì a Roma nell'esplosione di un'automobile imbottita di esplosivo.
Nell'attentato rimase gravemente ferito Mario Cuomo, altro esponente della Nuova Camorra Organizzata.
Le successive dichiarazioni di Pasquale Galasso ricondussero l'attentato alla guerra contro la NCO. Per l'omicidio di Casillo furono successivamente pronunciati ergastoli nei confronti di esponenti dello schieramento avversario.
Giovanna Matarazzo
Dopo la morte di Casillo, anche la vicenda della sua compagna Giovanna Matarazzo assunse un'importanza particolare.
Matarazzo rese dichiarazioni agli inquirenti sui possibili collegamenti tra la morte di Casillo e il caso Roberto Calvi. Successivamente scomparve e venne ritrovata morta mesi dopo.
La sua morte contribuì ad alimentare ulteriormente le indagini e gli interrogativi sui rapporti che Casillo aveva costruito negli ultimi anni della sua vita.
La morte di Casillo e il declino della NCO
L'uccisione di Vincenzo Casillo privò Raffaele Cutolo di uno dei suoi principali uomini all'esterno delle carceri e rappresentò un passaggio decisivo nella crisi della Nuova Camorra Organizzata.
Negli anni successivi la NCO perse progressivamente il proprio peso nella criminalità campana, mentre i gruppi avversari consolidarono il loro controllo sul territorio.
La storia di Casillo rimane legata non soltanto alla guerra di camorra, ma anche ad alcune delle vicende più controverse dell'Italia degli anni Ottanta: il sequestro Cirillo, i rapporti tra criminalità e apparati dello Stato e le indagini sulla morte di Roberto Calvi.

