Raffaele Cutolo

'o Professore

Raffaele Cutolo, detto 'o Professore, fondò la Nuova Camorra Organizzata e trasformò profondamente gli equilibri della criminalità campana. Dalle carceri costruì un'organizzazione gerarchica che tra gli anni Settanta e Ottanta si scontrò con i clan riuniti nella Nuova Famiglia. La sua storia attraversa alcuni dei passaggi più oscuri della cronaca italiana, dalla guerra di camorra al sequestro di Ciro Cirillo.

Chi era Raffaele Cutolo

Raffaele Cutolo nacque a Ottaviano, in provincia di Napoli, il 4 novembre 1941. Soprannominato 'o Professore, sarebbe diventato il fondatore e il capo della Nuova Camorra Organizzata, una delle più potenti organizzazioni criminali campane tra gli anni Settanta e Ottanta.

La sua ascesa avvenne soprattutto all'interno delle carceri, dove Cutolo costruì progressivamente una rete di uomini legati alla sua figura e a un'organizzazione fortemente gerarchica.

L'omicidio di Mario Viscito e il carcere

Nel 1963 Cutolo uccise Mario Viscito durante una lite a Ottaviano. Condannato per l'omicidio, iniziò una lunga esperienza carceraria che avrebbe avuto un ruolo decisivo nella costruzione del suo potere criminale.

A Poggioreale accrebbe il proprio prestigio tra i detenuti. È in questo ambiente che si colloca anche il celebre episodio della sfida con il coltello lanciata ad Antonio Spavone, esponente della precedente generazione della malavita napoletana.

La nascita della Nuova Camorra Organizzata

All'inizio degli anni Settanta Cutolo sviluppò il progetto della Nuova Camorra Organizzata, conosciuta come NCO.

L'organizzazione aveva una struttura gerarchica e utilizzava rituali di affiliazione e gradi interni. Una parte importante del reclutamento avveniva nelle carceri, dove Cutolo aveva costruito negli anni una vasta rete di rapporti e fedeltà.

L'obiettivo era estendere il controllo dell'organizzazione sul territorio campano e sulle attività criminali, superando il tradizionale sistema frammentato della camorra.

L'evasione da Aversa e la cattura

Nel febbraio 1978 Cutolo evase dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.

Durante la latitanza continuò a rafforzare la propria organizzazione. La fuga terminò nel maggio 1979, quando venne catturato.

Il ritorno in carcere non pose fine alla sua influenza. Cutolo continuò a esercitare un forte potere sulla NCO anche durante la detenzione.

La guerra con la Nuova Famiglia

L'espansione della Nuova Camorra Organizzata provocò la reazione di numerosi gruppi criminali campani, che si coalizzarono nella Nuova Famiglia.

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta lo scontro tra la NCO e i gruppi avversari provocò una sanguinosa guerra di camorra.

La Nuova Famiglia riuniva diversi clan contrari al progetto di Cutolo di costruire un'organizzazione criminale unitaria e gerarchica. Lo scontro contribuì progressivamente all'indebolimento della NCO.

Il sequestro di Ciro Cirillo

Nel 1981 il nome di Cutolo entrò nella vicenda del sequestro di Ciro Cirillo, assessore regionale della Democrazia Cristiana rapito dalle Brigate Rosse il 27 aprile di quell'anno.

Durante gli 89 giorni del sequestro furono avviati contatti e trattative che coinvolsero anche ambienti della camorra. Cutolo, allora detenuto, ebbe un ruolo nelle interlocuzioni finalizzate alla liberazione dell'ostaggio.

Cirillo venne liberato il 24 luglio 1981. La vicenda dei contatti con Cutolo e dei rapporti tra criminalità organizzata, apparati dello Stato e politica divenne successivamente oggetto di indagini giudiziarie e parlamentari.

Il declino della NCO

Nei primi anni Ottanta la Nuova Camorra Organizzata entrò progressivamente in crisi sotto la pressione della guerra con i gruppi rivali e dell'azione giudiziaria.

Cutolo venne trasferito nel 1982 nel carcere dell'Asinara. L'isolamento del capo contribuì a ridurre la sua capacità di dirigere l'organizzazione dall'interno delle carceri.

Negli anni successivi numerosi affiliati collaborarono con la giustizia e la NCO perse progressivamente la posizione dominante conquistata negli anni precedenti.

Le condanne e gli ultimi anni

Cutolo trascorse gran parte della sua vita in carcere e ricevette numerose condanne, comprese condanne all'ergastolo.

Per molti anni fu sottoposto al regime detentivo previsto dall'articolo 41-bis, destinato a impedire ai vertici delle organizzazioni mafiose di mantenere i collegamenti con l'esterno.

Nonostante il declino della NCO, Cutolo rimase una figura centrale nella storia della camorra contemporanea e continuò a essere detenuto fino alla morte.

La morte

Raffaele Cutolo morì il 17 febbraio 2021, all'età di 79 anni, nel reparto sanitario destinato ai detenuti dell'ospedale di Parma.

La sua vicenda criminale segnò una trasformazione profonda della camorra campana. Con la Nuova Camorra Organizzata Cutolo tentò di costruire una struttura unitaria, gerarchica e fortemente legata al sistema carcerario.

La guerra contro i clan riuniti nella Nuova Famiglia e la successiva repressione giudiziaria determinarono il crollo della NCO, ma il periodo cutoliano rimane uno dei passaggi fondamentali per comprendere l'evoluzione della camorra tra gli anni Settanta e Ottanta.

Raffaele Cutolo, foto